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Estate  
Sentiero delle Orobie
 
Il Sentiero delle Orobie Occidentali si snoda da Cassiglio alla Conca del Pizzo del Diavolo, toccando passi e rifugi, aprendosi ad orizzonti spettacolari e costeggiando i limpidi specchi dei laghetti alpini, tra impetuosi torrenti, vecchie baite e mandrie al pascolo.
Il tracciato lambisce la base di vette suggestive, palestra abituale di alpinisti e rocciatori e meta nella stagione invernale di schiere di amanti dello sci alpinismo. Tra le vette che costeggiano il suo tracciato, di particolare interesse sono lo Zuccone Campelli, il Pizzo dei Tre Signori, il gruppo del Ponteranica, la catena del Cavallo – Pegherolo, il monte Cadelle, il Corno Stella, il monte Aga e le suggestive montagne della conca del Calvi.
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Sentiero delle Orobie Occidentali: 1° Tappa - Da Cassiglio al Rifugio Cazzaniga

Segnavia: 101
Dislivello: 1.287 m
Difficoltà:E
Orario: 4,30 h

Da Cassiglio si segue la strada che conduce al piccolo bacino omonimo e lo si supera lungo la sua sponda sinistra. Proseguendo lungo la strada carrareccia, a circa un’ora dal paese si perviene ad un bivio: qui si prende il sentiero sulla sinistra che si addentra nel bosco. Alternando tratti pianeggianti a tratti molto più ripidi e faticosi, si risale tutta la valle fino a raggiungerne il solco finale. Si esce quindi al passo dei Baciamorti (1540 m). Abbandonato il sentiero che scende alla baita Baciamorti, si piega a destra su una traccia segnalata e ci si alza lungo la costa erbosa del pizzo Baciamorti fino alla baita Rudera.  Con alcuni faticosi tornanti si raggiunge la distesa erbosa dove sorge la baita Capretondo, poi si prosegue senza perdere quota verso Ovest lasciando sulla sinistra il monte Aralalta e infine, dopo una breve discesa, si tocca la bocchetta del Regadur. Scavalcato il valico si risale leggermente fino a raggiungere la baita Regina e, poco oltre,  il passo dell’Aralalta. Nuovamente si prosegue verso Ovest aggirando i pendii settentrionali del monte Sodatura (2010 m): scavalcata un’ultima bocchetta si raggiunge infine la conca con il caratteristico cucuzzolo roccioso che ospita il rifugio Cazzaniga, alla base delle aspre falde dello zuccone Campelli.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 2° Tappa - Dal Rifugio Cazzaniga al Rifugio Lecco

Segnavia 101
Dislivello: 2.300 m
Difficoltà: E 
Orario: 2 h

Dal rifugio Cazzaniga, procedendo in direzione Nord, si punta a un’insellatura e ad alcuni pianori erbosi (attenzione ai segnavia), in un ambiente che è subito suggestivo, dominato com’è dalle pareti dello Zuccone dei Campelli. Passando sotto ai ripidi versanti dello Zucco Barbesino si attraversa un vallone, si prosegue su di una cengia e si sbuca ad una successiva forcella. Dopo una breve discesa il sentiero perviene ad un ripido canale che con fatica conduce alla bocchetta dei Megoff (2.020 m), posta tra la Corna Grande e lo Zucco Barbesino. Scavalcato il valico, si scende sul versante opposto su di un sentiero ben segnato che percorre in discesa tutta la valle dei Megoff in direzione dei piani di Bobbio. Una volta raggiunti i Piani si deve raggiungere la stazione superiore di uno skilift: se si vuole divallare verso Valtorta si scende lungo la pista da sci, altrimenti si piega verso Sud e dopo un quarto d’ora di cammino su pascoli pianeggianti si raggiunge il rifugio Lecco  (1.777 m).


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Sentiero delle Orobie Occidentali: 3° Tappa - Dal Rifugio Lecco al Rifugio Grassi

Segnavia: 101
Dislivello: 500 m
Difficoltà: E 
Orario: 2,45 h 

Dal rifugio Lecco (1.777 m) si deve percorrere in senso inverso il percorso della seconda tappa fino a raggiungere la stazione superiore dello skilift. Da qui le segnalazioni (segnavia 101) conducono in discesa lungo la pista da sci fin nei pressi di un masso con freccia, dove bisogna piegare a destra in direzione della baita di Dentro. Proseguendo ancora in discesa si raggiunge la strada asfaltata che proviene da Valtorta; la si attraversa e si incontra subito il segnale con le indicazioni per il rifugio Grassi. Con andamento pianeggiante all’interno di un bosco, si tocca il passo del Cedrino e, dopo poco, il passo del Gandazzo. Qui inizia una faticosa salita lungo gli erbosi versanti meridionali dello Zucco del Corvo: vinti circa trecento metri di dislivello si scavalca la cresta terminale del monte e si raggiunge la suggestiva cengia che permette di guadagnare l’aereo passo del Toro, alto sopra i dirupi che precipitano sul fondovalle. Da qui è già visibile, superiore alle altre, la cuspide rocciosa del pizzo dei Tre Signori. Il successivo tratto di percorso, dopo una breve salita, corre quasi pianeggiante lungo i pianori che si distendono tra le dolci elevazioni di questa zona: scavalcata la bocchetta di Foppabona si esce in vista del rifugio Grassi, che si raggiunge in pochi minuti con un sentiero prima in discesa e poi in lieve salita.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 4°Tappa - Dal Rifugio Grassi al Rifugio Benigni

Segnavia: 101
Dislivello: 600 m
Difficoltà: E 
Orario: 4,00 h 

Dal rifugio Grassi si segue il bel sentiero che, quasi pianeggiante, costeggia i versanti meridionali della cima di Camisolo che, tramite una bella cengia, punta alla panoramica cresta del Pian delle Parole. Seguendo le indicazioni si sale ad un successivo risalto roccioso per scendere alla vicina insellatura della bocchetta Alta. Di fronte si ha tutta la maestosa bellezza della parete occidentale del Pizzo dei Tre Signori, mentre sul fondovalle lecchese, si rimane colpiti dal luccichio del suggestivo lago Sasso.
Superato l’intaglio, si lascia sulla sinistra la traccia per la vetta del Pizzo dei Tre Signori in favore di un più evidente sentierino che, pianeggiante, taglia a mezza costa i  ripidi pendii meridionali del pizzo. Scavalcando alcune coste erbose, si aggira tutto il versante della montagna pervenendo così in valle d’Inferno: qui il sentiero scende bruscamente, supera una costa erbosa e raggiunge il fondo della Valle. Guadato il torrente che lo attraversa, si raggiunge il versante opposto della valle in direzione di un canalone: risalitolo, si rimonta al suo culmine un largo avvallamento e, dopo aver attraversato verso destra un ripido pendio erboso, si sbuca sulla cresta del Giarolo, con bella vista sui sottostanti laghi Trona e Zancone. Proseguendo per cresta si guadagna la vetta della cima di Giarola, scendendo poi sull’opposto versante fino alla massima depressione (bocchetta di Val Pianella): da questo punto, piegando sul versante brembana, si scavalca il successivo intaglio che si apre tra la cima di Val Pianella e il Pizzo Giacomo, si tagliano a mezza costa i ripidi pendii della cima di Val Pianella e in breve si raggiunge lo spalto roccioso che ospita il rifugio Benigni presso il vicino lago Piazzotti.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 5°Tappa - Dal Rifugio Benigni al Rifugio Ca’ San Marco

Segnavia: 101
Dislivello: 120 m
Difficoltà: E 
Orario: 3,30 h 

Partiti dal rifugio Benigni si imbocca il primo tratto del sentiero che lo collega ad Ornica. Lasciando sulla destra la traccia che proviene dal rifugio Grassi, si scende con alcuni zigzag in una conca erbosa sottostante il pianoro del rifugio. Da qui si accede allo sbocco di un ripido canale roccioso che si origina nei pressi del passo Salmurano: prestando la dovuta attenzione si discende il facile colatoio e con un suggestivo traverso verso Est si raggiunge il valico. Dal passo, ove sono presenti resti di fortificazioni militari, si prosegue lungo la cresta spartiacque fino ad un pianoro; abbandonato il crinale, il sentiero scende a destra e finisce in una piana molto suggestiva con grossi massi ai piedi del monte Valletto. Si risale poi un colle e si supera la fascia erbosa ai piedi della bocchetta dei Triomen. Poco più avanti si incontra un bivio: andando a destra si scende ai piani dell’Avaro, mentre  a sinistra si continua alla volta di un’altra forcella da dove è ben visibile il passo San Marco: qui una breve deviazione sul sentiero a sinistra permette di raggiungere la magnifica conca dei laghetti di Ponteranica. Procedendo invece sul percorso principale, si scende fino ad un pianoro dove è sita una baita; la si oltrepassa e si continua in discesa lungo il margine del vallone, si piega a sinistra e, dopo aver percorso i pendii orientali del monte Ponteranica, si scende con alcuni tornanti al pianoro dell’acqua nera, sotto al passo del Verrobbio. Con un’ultima salita si raggiunge in pochi minuti il rifugio Cà San Marco.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 6°Tappa  (1^ parte) - Dal Rifugio Ca’ San Marco alla Baita del Camoscio

Segnavia: 101
Dislivello: 650 m
Difficoltà: E 
Orario: 4 h 

Partendo dal passo San  Marco si scendono circa 150 metri lungo la strada carrozzabile che conduce a Morbegno: si segue poi l’indicazione che porta a destra per poi superare un pendio di pascoli e pietrame. Sempre restando sul versante valtellinese si contorna il pizzo delle Segade e si raggiunge con un po’ di salita il passo delle Segade. Si prosegue restando in cresta verso il monte Azzarini, conosciuto anche come monte Fioraro, fino ad una stretta forcella; di qui, passando attraverso un canalino, si raggiunge il sottostante sentiero pianeggiante. Più avanti, ci si imbatte nella baita Colomber, si oltrepassa il passo della Porta, e si avanza verso una vasta conca erbosa fino all’intaglio sulla cresta del monte Azzardo. Disceso il versante opposto della cresta, si perviene alla bella baita Pedevalle, in un ambiente di rara bellezza. Superata la baita il sentiero segue un pendio erboso sulla destra e poi, tramite un canale di pietrame, sale ad una forcella e raggiunge la conca che si trova ai piedi del Pizzo Rotondo. Con un’ultima breve salita si guadagna la Forcella Rossa e si accede alla conca di San Simone. Scendendo brevemente le piste da sci, si arriva infine al pianoro che ospita gli impianti di risalita di San Simone, incrociando la mulattiera che arriva dalla Baita del Camoscio, che è solo un punto di ristoro, ma non di pernottamento. Per chi ha deciso di trascorrere un’altra notte in rifugio è consigliabile proseguire con la seconda parte della 6^ tappa per raggiungere Foppolo.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 6°Tappa  (2^ parte) - Dalla Baita del Camoscio a Foppolo

Segnavia: 101 + 201
Dislivello: 650 m
Difficoltà: E 
Orario: 4 h 

Dalla Baita del Camoscio si imbocca la mulattiera che conduce quasi pianeggiante ad una conca ai piedi del passo della Forcella Rossa e del passo di Lemma. A questo punto si incrocia il sentiero 101: seguendo questo percorso si supera Baita Fontanini e si entra nel bosco; proseguendo ancora in piano, tra boschi e pascoli, si aggirano i pendii della cima di Lemma e si raggiunge il vallone che adduce al passo di Tartano, importante valico con la Valtellina e dominato da una grossa croce in ferro. Con alcune svolte si sale all’ampia depressione ove sono presenti in ottimo stato di conservazione alcune fortificazioni militari. Piegando verso destra lungo la cresta spartiacque, si punta verso la cuspide del monte Valegino; non appena il crinale accenna a salire, lo si abbandona e si scende, per un tratto friabile e che richiede attenzione, nella bellissima Val Lunga. La parte alta di questa Valle è ricoperta di ghiaioni composti da enormi blocchi rocciosi: come per magia risaltano ancora di più i tre magici laghi del Porcile, posti come sono in un ambiente totalmente selvaggio proprio ai piedi delle pareti del monte Cadelle. Il sentiero, piegando a sinistra, raggiunge il più alto dei tre bacini, ne contorna la sponda settentrionale e, curvando verso sud, punta al non distante passo del Porcile, valico che si apre ad est del Monte Valegino e che consente di pervenire alla conca di Foppolo. Dal passo si scende leggermente a sinistra fino ad incontrare una baita: qui si stacca sulla sinistra la traccia di sentiero che sale alla vetta del monte Cadelle. Proseguendo sul tracciato principale si aggira un laghetto e si raggiunge il pianoro che ospita baita Cadelle; poco oltre la valle si fa più rigida e in breve si scende ad un’altra casera. Trascurando le diramazioni secondarie del sentiero, si traversa il torrente e si continua la discesa entrando nel fitto bosco di abeti e larici che conduce in breve alle prime case della frazione Piano di Foppolo.


Sentiero delle Orobie Occidentali: 7°Tappa - Da Foppolo al rifugio Calvi

Segnavia: 205 + 208
Dislivello: 900 m
Difficoltà: E 
Orario: 5,30 h 

Dal piazzale degli alberghi di Foppolo si segue la pista di sci che sale fino in Quarta Baita; sulla destra parte una strada sterrata che, con un paio di tornanti, conduce al passo della Croce, dal quale si può ammirare il Corno Stella, il,monte Chierico, la val Carisole e la costiera Cabianca – Becco. Dal passo si accede alla val Carisole, in un primo momento scendendo lungo una pista da sci, successivamente imboccando la strada sterrata di servizio agli impianti. Questo percorso porta sull’opposto versante della valle di Carisole fino a un sottopasso dello skilift ai piedi del monte Chierico. Si continua finché non si incrocia il sentiero che sale ad un intaglio sulla cresta Sud del monte Chierico, valico che permette di accedere in Val Sambuzza; dopo aver salito un tratto di cresta, si traversa verso est, e si perde quota con una ripida discesa fino a raggiungere il sentiero militare (che si trova nei pressi della Baita Vecchia), che conduce al passo del Publino. Percorrendo ancora il sentiero in discesa si giunge ad un bivio: a sinistra il sentiero procede pianeggiante, scende poi lungo un canale e in breve raggiunge la Casera dei Dossi, o Baitone. Superata la Casera, si imbocca un sentiero verso est, e in breve si sbuca sulla sterrata che sale al rifugio Longo, appena sopra al lago del Prato. In pochi minuti il sentiero sterrato raggiunge il pianoro del lago del Prato presso un bivio: prendendo il sentiero a destra si arriva a Carona, mentre a sinistra la strada sale al rifugio Calvi. Imboccando questa seconda direzione dopo una ripida salita si giunge al pianoro sotto la diga di Fregabolgia (m. 1900). Per una scaletta si sale al culmine della diga e per il largo sentiero in 1/2 ore si raggiunge il rifugio.


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