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Estate  
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Sentiero dei Fiori
 

Il “Sentiero dei Fiori”, alpinisticamente non impegnativo, attraversa a quota 2000 i ghiaioni della Val d’Arera e del Mandrone sfiorando alla base le incombenti pareti rocciose dell’Arera e della Corona Piana per concludersi al Passo Branchino. 

Il ritorno al punto di partenza si può effettuare più comodamente lungo un agevole sentiero che si snoda sulle coste erbose dell’alta Val Vedra e sui gradoni rocciosi degli ultimi contrafforti dell’Arera. Un particolare molto importante: tutte le specie di questo percorso sono osservabili, naturalmente in momenti diversi, senza scostarsi minimamente dal sentiero.

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CAPANNA 2000 – VAL D’ARERA – PASSO GABBIA
Un brevissimo strappo su un costone erboso porta all’inizio della Val d’Arera che ci accoglie con i suoi ampi ghiaioni perennemente tormentati dall’aggressività dell’erosione. Il sentiero attraversa, pianeggiante, macereti che in ogni stagione offrono interessanti e preziose fioriture. Le meraviglie non finiscono qui poiché il ricco panorama vegetazionale della Val d’ Arera è un continuo susseguirsi di specie botanicamente molto interessanti. Superata con una breve salita la Val d’Arera si sfiorano alcune roccette tappezzate da una policroma vegetazione alpina. Il sentiero continua pianeggiante attraversando un breve pascolo d’altitudine in cui trovano il loro ambiente  di vita orchidee, sassifraghe, genziane e specie tipiche dei pascoli d’alta quota. Si perviene così al Passo Gabbia (m. 2050). Davanti a noi, alla base di possenti bastoni di roccia, si estendono i vasti ghiaioni del Mandrone e qui, oltre al bellissimo panorama, allieta il visitatore la non comune fioritura del sempre ammiratissimo Leontopodium alpinum, la vellutata stella alpina che suscita curiosità ed emozione anche negli escursionisti meno attenti alle bellezze della natura alpina.
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MANDRONE – BOCCHETTA DI CORNA PIANA – PASSO BRACCHINO
La morfologia del Mandrone è tipicamente dolomitica e dalla base delle pareti rocciose prendono origini ripidi ghiaioni, ciascuno con un proprio panorama vegetazionale per cui l’aspetto floristico di questo tratto del “Sentiero dei Fiori” risulta quanto mai vario ed interessante. Su questi instabili detriti è un continuo alternarsi di colori, dal giallo oro al rosso, dal pallido rosa al bianco, dall’azzurro violaceo al giallo intenso delle varie e favolose specie floreali che, in questo tratto, sono le più appariscenti e le più spettacolari. Le fredde ed inospitali pareti di roccia, che sembrano respingere ogni forma di vita, ospitano nelle loro cavità  e nelle loro fessure altre inattese meraviglie. Ai piedi delle rupi poi, dove il terreno riesce a mantenere meglio l’umidità, crescono la frastagliatissima e violacea Soldanella alpina, la bianca Saxifraga rotundifolia a foglie dentate e il candido Ranunculus alpestris. Dopo aver attraversato i ghiaioni del Mandrone si percorre, senza perdere quota, un pascolo sassoso dove abbondano, secondo le stagioni, fiori dai colori e dai profumi più delicati. Il sentiero riprende quindi a salire seguendo la base dei contrafforti meridionali della Corna piana inerpicandosi fino alla Bocchetta di Corna Piana (m.2078) dalla quale lo sguardo spazia sulla verde conca del Bracchino e dell’alta Val Vedra. Su questo breve ma ripidissimo tratto il panorama vegetazionale è del tutto simile a quello della Val D’Arera. Lungo la disagevole discesa sul ghiaione ovest della Corona Piana sono degne di nota le fioriture del Ranunculus alpestris, ancora quelle dell’impareggiabile Linaria tonzigii e, nella cavità della roccia in ombra d’acqua, quelle della nostra Saxifraga presolanesis. Camminando al margine di una vasta macchia  di verde tipico dell’arbusto alpino si perviene al Passo Branchino in vista del lago.

PASSO BRANCHINO – ALTA VAL VEDRA – CAPANNA 2000

Dopo una meritata sosta ci si incammina sulla via del ritorno imboccando il sentiero (n°222) che passa vicino alle malghe del Branchino dove i mandriani scambiano volentieri quattro chiacchiere con gli escursionisti. Accanto alle baite si estendono rigogliosi tappeti di grandi foglie carnose tipiche della flora degli alpeggi. Il sentiero prosegue quindi con leggere ondulazioni tagliando le coste erbose dell’alta Val Vedra dove spiccano tra il verde il rosa intenso del rododendro e il giallo luminoso del botton d’oro; tra l’erba fioriscono abbondanti le orchidee selvatiche. Quando il sentiero, in lieve salita, costeggia piccoli ammassi rocciosi o attraversa brevi ghiaioni la flora si fa più tipicamente alpina e ricompaiono alcune specie interessanti come le Silene elisabethae, mentre i rododendri e i botton d’oro continuano a vestire di colore il paesaggio floreale di questi pascoli d’alta quota.
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 Dopo un tratto in salita il sentiero corre alla base di paretine rocciose i cui anfratti ospitano, in agosto, splendide fioriture di Campanula Raineri di un colore particolarmente intenso. Nelle vicinanze, su un masso isolato, si può ammirare uno spettacolo unico e pressoché incredibile: circondato da coloratissimi ciuffetti di Campanula Raineri e da alcuni capolini violacei di Erigeron alpinus fiorisce un “bouquet” di circa sessanta stelle alpine collocate in una piccola cavità della roccia. È questa l’ultima meraviglia del “Sentiero dei Fiori”. Si è ormai prossimi alla conclusione dell’itinerario e il sentiero corre attraverso un piccolo pianoro popolato da alcune “alte erbe”; si prosegue infine attraversando gli estremi lembi della Val d’Arera per giungere, dopo una breve salita tra rododendri, sassifraghe e veratri, a Capanna 2000 dove il “Sentiero dei Fiori” inizia e si conclude.
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- Sentiero dei Fiori
- Sentiero delle Orobie

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